Dopo i 35 anni molti adulti faticano a ritrovare la motivazione per impegnarsi di nuovo
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Dopo i 35 anni molti adulti faticano a ritrovare la motivazione per impegnarsi di nuovo

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- 26 Gennaio 2026

La sveglia lampeggia sul comodino, segnando un’altra giornata che comincia troppo presto. Tra il profumo del caffè che si diffonde in cucina e il leggero cigolio dei primi passi, si fa già strada il pensiero delle mille incombenze da affrontare. In fondo, c’era una promessa fatta a se stessi: “Oggi torno a fare un po’ di movimento.” Eppure, basta uno sguardo al calendario per capire quanto sia complicato tenere fede a quel desiderio, specialmente quando la vita sembra tirare da tutte le parti.

Una routine che lascia poco spazio al corpo

La mattina scorre rapida, tra riunioni online e messaggi urgenti. Nei corridoi di casa, scarpe da ginnastica parcheggiate lì da settimane raccontano silenziosamente di buoni propositi rimandati. Dopo i 35 anni, il tempo pare contrarsi: lavoro, responsabilità familiari, piccoli e grandi imprevisti si intrecciano fino a occupare quasi ogni fessura del giorno. Non sempre si tratta di pigrizia; spesso il desiderio di muoversi si perde semplicemente tra le priorità, soverchiato dal peso della carica mentale che accompagna le giornate degli adulti.

Ostacoli invisibili e verità sottovoce

La convinzione di aver perso qualcosa di essenziale può essere dura da scardinare. Si teme che il corpo, una volta abbandonato, non sia più in grado di recuperare forza o resistenza. In realtà, il fisico resta più elastico di quanto si creda, ma esige attenzioni nuove e ritmi meno forsennati. Piuttosto che la perdita muscolare, è la diminuzione della energia, la sonnolenza e il senso di goffaggine nei movimenti a pesare sul morale. A questo si aggiungono insicurezze diffuse: il timore di un infortunio, il confronto con chi sembra non aver mai smesso, le aspettative irrealistiche che una volta parevano ovvie. Tutto ciò può tradursi in una rinuncia silenziosa, più subdola delle scuse esplicite.

Muoversi senza pressioni: piccoli passi, grandi cambiamenti

Nell’inverno che avanza, persino trovare uno spiraglio sembra talvolta un’impresa. Eppure, il segreto forse non sta nel rivoluzionare l’agenda, ma nell’accettare che il movimento può essere discreto, integrato senza strappi. Camminare a passo rapido tra due appuntamenti, dedicare dieci minuti a esercizi semplici mentre l’acqua bolle o rinnovare piccoli rituali domestici: sono gesti che spesso passano inosservati, ma sommandoli diventano abitudine. Privilegiando la costanza su grandi traguardi, il corpo ritrova una fluidità dimenticata con minor fatica di quanto si immagini.

Ritrovare la motivazione tra imperfezione e gratitudine

Più che rincorrere standard o perfezionismi, gli esperti suggeriscono di mostrarsi comprensione. Un giorno non va come sperato? Nessuna catastrofe. Il movimento non è una gara contro il tempo o contro se stessi: basta accettare di essere capaci di cambiare rotta, di ascoltare i limiti senza viverli come una sconfitta. Celebrando ogni piccolo traguardo, anche riuscire a ritagliarsi un quarto d’ora tutto per sé diventa motivo di soddisfazione: la motivazione cresce se nutrita di gratitudine, non di senso di colpa.

Il movimento come scelta gentile

Forse non serve uno stravolgimento totale, ma un ritorno genuino alla cura di sé. L’attività fisica può essere uno spazio di respiro, non un obbligo in più nella lista. Si scopre così che, anche dopo i 35 anni, il corpo non dimentica: chiede solo presenza e una nuova attenzione, lontana dai vecchi schemi. Piccoli gesti, ripetuti nel tempo, aprono con discrezione la porta a un benessere possibile.

Restituire spazio al movimento non è solo questione di forma fisica, ma anche un modo per riordinare le priorità della vita adulta. In fondo, ogni stagione porta occasioni diverse per prendersi cura di sé; e l’inverno, con i suoi ritmi più calmi, può diventare il momento adatto per ricominciare, senza fretta né obblighi, scegliendo con calma di rimettere in gioco corpo e mente.

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Appassionata di giornalismo, ho 41 anni e amo raccontare storie che ispirano e informano. Nel tempo libero, scrivo articoli su diverse tematiche, sempre con curiosità e voglia di scoprire nuovi punti di vista.

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