Vi hanno sempre detto di impostare il termostato a 19 °C, ma questa credenza comune potrebbe farvi perdere il comfort ideale
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Vi hanno sempre detto di impostare il termostato a 19 °C, ma questa credenza comune potrebbe farvi perdere il comfort ideale

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- 27 Gennaio 2026

Da tempo, la soglia dei 19 °C è considerata lo standard per il riscaldamento domestico, suggerita come cifra magica dagli esperti e dalle istituzioni nell’ottica della efficienza energetica. Tuttavia, recenti analisi mettono in discussione questa regola universale: il comfort abitativo è questione più complessa di un singolo valore fisso e trova il suo vero equilibrio tra benessere e risparmio scegliendo la temperatura giusta per ogni ambiente.

Oltre il numero: perché 19 °C non basta più

Negli ultimi decenni, 19 °C è stato promosso come riferimento ideale per mantenere il calore in casa senza eccessi di consumo. Questo parametro, però, non tiene conto delle profonde differenze che caratterizzano gli edifici e le abitudini delle persone. Le case con scarsa isolazione necessitano infatti di un apporto termico superiore; nei climi più umidi o in contesti dove l’attività fisica è ridotta, la percezione di freddo aumenta e la soglia dei 19 gradi può risultare insufficiente.

Il comfort termico non si riduce a una cifra

La sensazione di benessere termico dipende da molteplici fattori. Tra questi, il livello di umidità ha un ruolo rilevante: un’aria secca accentua la percezione di freddo anche se il termometro segna valori accettabili. Inoltre, la posizione nella casa incide: soggiornare fermi a lungo richiederebbe temperature lievemente superiori per evitare i disagi tipici del freddo prolungato. Ne deriva che una regola universale rischia di trascurare esigenze specifiche, e il comfort ottimale va cercato in modo personalizzato.

La nuova soglia dei 20 °C: un equilibrio tra comfort e costi

Studi recenti sostengono che 20 °C rappresentino la nuova frontiera del comfort domestico. Un grado in più può sembrare trascurabile, ma offre un tangibile beneficio in termini di sensazione di calore, relax e benessere psicofisico, soprattutto negli spazi dove si trascorre più tempo. Grazie alle tecnologie di riscaldamento moderne, dotate di termostati programmabili e sistemi di controllo intelligente, è possibile mantenere questa temperatura senza incidere eccessivamente sui consumi, soprattutto se la casa è ben isolata.

Temperature su misura per ogni ambiente

Non esiste una temperatura “giusta” valida ovunque. Gli speciali bisogni delle diverse stanze suggeriscono un approccio differenziato: in soggiorno o negli ambienti più vissuti, 20 °C assicurano comfort; nelle camere da letto, valori tra 16 e 18 °C facilitano il sonno, mentre il bagno può richiedere fino a 22 °C per qualche minuto di vero piacere; le zone meno utilizzate possono restare attorno ai 17 °C. Questa gestione “a zone” riduce gli sprechi senza sacrificare il benessere.

Come mantenere i 20 °C senza aumentare i consumi

Raggiungere e mantenere i 20 °C può essere vantaggioso anche dal punto di vista dei costi, a patto di adottare semplici strategie domestiche. Migliorare l’isolamento di finestre, porte e soffitti limita la dispersione di calore; i termostati consentono di adattare il riscaldamento agli orari reali di presenza. Chiudere le porte delle stanze inutilizzate, aprire le tende di giorno e mantenerle chiuse di notte, nonché una regolare manutenzione di radiatori e caldaie, sono pratiche efficaci per contenere le spese senza rinunciare alla temperatura desiderata.

Attenzione a fasce vulnerabili: quando 19 °C sono troppo pochi

Non tutti gli individui tollerano le stesse condizioni termiche. Per anziani, bambini e persone particolarmente sensibili al freddo, 19 °C possono risultare inadeguati, esponendo a disturbi respiratori, dolori articolari o senso di affaticamento. In questi casi, arrivare a 20 °C non è un lusso ma una scelta necessaria per salvaguardare la salute e il benessere psico-fisico.

Trovare il vero comfort tra efficienza e benessere

La sfida del riscaldamento domestico non si vince con rigidi numeri standardizzati, ma calibrando con cura le esigenze personali e quelle dell’edificio. Optare per i 20 °C in salotto, differenziare le temperature stanza per stanza e utilizzare ogni strumento disponibile per evitare sprechi rappresentano la soluzione più equilibrata per vivere una casa accogliente e performante senza penalizzare il portafoglio.

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Appassionata di giornalismo, ho 41 anni e amo raccontare storie che ispirano e informano. Nel tempo libero, scrivo articoli su diverse tematiche, sempre con curiosità e voglia di scoprire nuovi punti di vista.